mercoledì 7 agosto 2013

La vera rivoluzione

In una canzone di Alessandro Mannarino, romano, buffone, cantastorie....

una canzonetta che come musica non gli daresti una 'lira bucata', 

dallo stile 'de na sonata' 

esce fuori un'enorme verità sulla quale tutti, ma proprio tutti dovremmo riflettere,

poveri e ricchi, fortunati e sfigati, maschi e femmine, normali e diversi, soli o accompagnati.

Un umile invito ad ascoltare...

un umile invito a pensare...

perchè a Stefano sarebbe piaciuta davvero tanto (way of life).



"...ma il mondo non cambia spesso. 

La tua vera rivoluzione sarà cambiare te stesso."

domenica 14 luglio 2013

Novità

leggete


http://www.informarexresistere.fr/2013/07/14/cancro-dal-regno-unito-il-metodo-che-fa-morire-di-fame-le-cellule-tumorali/

Alessandro Martorana -


Un gruppo di ricercatori dell’università di Southampton (Regno Unito) ha messo a punto un nuovo metodo per il trattamento dei tumori, basato sul far letteralmente “morire di fame” le cellule cancerogene. Ciò che rende la ricerca, pubblicata su Cell, di particolare interesse è il fatto che l’applicazione di questa terapia permetterebbe di intervenire senza danneggiare le cellule sane nel corpo del paziente, cosa che invece avviene con i metodi tradizionali come ad esempio la radio o la chemioterapia.
“Le cellule cancerose – spiega Chris Proud, professore di regolazione cellulare della facoltà di scienze biologiche dell’università inglese – crescono e si dividono molto più rapidamente di quelle normali, il che significa che hanno una richiesta molto maggiore di elementi nutritivi ed ossigeno, che spesso gli vengono a mancare. Abbiamo scoperto che un componente cellulare, eEF2K (eukaryotic elongation factor 2 kinase, ndr), recita un ruolo fondamentale nel permettere alle cellule cancerose di sopravvivere alla mancanza di sostanze nutritive, mentre le cellule normali e sane normalmente non hanno bisogno dell’eEF2K per sopravvivere. Di conseguenza, bloccando le funzioni di questo componente, dovremmo essere in grado di uccidere le cellule cancerose, senza danneggiare quelle sane nel processo”.
Nel corpo umano, quasi tutte le cellule hanno gli stessi componenti di base, ed attaccare uno di loro in una cellula malata porta inevitabilmente a danneggiare anche quelle sane. Ciò che rende rivoluzionario questo metodo è proprio il fatto che, attaccando un componente non necessario alla sopravvivenza delle cellule sane, non provoca danni nel paziente; inoltre il trattamento potrebbe essere utilizzato su diversi tipi di cancro.
La scoperta del team inglese potrebbe quindi rappresentare un autentico punto di svolta nel campo della ricerca sul trattamento dei tumori, ed è per questo che al momento il gruppo del professor Proud sta lavorando con altri laboratori, ed anche con alcune case farmaceutiche, per cercare di sviluppare un farmaco in grado di bloccare l’eEF2K, che potrebbe rappresentare la base per le future cure contro il cancro.
[Fonte: Cell]

sabato 29 giugno 2013

Far finta, non si può

L'acqua segue un preciso ciclo detto idrologico; cadendo dalle nubi, defluisce sulla terra seguendo delle precise vie per poi giungere al mare, al lago. E se un ostacolo sbarra la sua strada, l'acqua, prima o poi, lo distrugge, riprendendo imperturbabile il suo percorso. Questo dimostra che il destino dell'acqua non può essere mutato...e l'acqua accetta, muta e serena il suo destino, diventando aggressiva e tenace se qualcuno o qualcosa tenta di modificarlo.

Modificare il destino dell'acqua non si può.

Perchè in natura tutto scorre secondo un preciso flusso, secondo uno stato di equilibrio condiviso, e noi uomini, invece, tutti, ci ostiniamo a credere che si può 'far finta che....', 'far finta di...'?

'Far finta' non si può, non si deve...fa male!

Spessissimo noi tutti facciamo finta che tutto vada bene, che non ci siano problemi, spesso non diamo voce alla nostra 'vera' natura e ancora più spesso ne paghiamo le conseguenze.

Fermare l'impeto dell'acqua che scorre non si può.

Prima o poi, la verità viene a galla e il destino fa il suo corso.






















'Forest stream' - Dipinto di Albert Bierstadt



lunedì 6 maggio 2013

1 maggio, un giorno per ricordare

Quello che chiedevo ripetutamente a me stessa è stato cosa avrei fatto se gli ospiti, arrivati da tutta Italia, si sarebbero stancati, se non si fossero trovati a loro agio, se i momenti di ricordo di Stefano non fossero stati adeguati visto che il primo maggio il cimitero era chiuso e la tomba non sarebbe stata visitabile, se la messa fosse stata celebrata in tardo orario con le partenze, ed i rientri a casa, a pressare la situazione....
Quando sono arrivati gli zii, e poi tutti gli altri, gli amici .... l'unico gesto che sono riuscita a compiere, a pensare, a sentire, l'unico gesto che è nato spontaneamente è stato 'l'abbraccio'.
In questa giornata così particolare, sembravamo riuniti in un grande abbraccio, tutti quanti in memoria di Stefano....che era lì con noi, nominato poco, pensato tanto....perchè tutti e tutti insieme, uniti, abbiamo mangiato, bevuto e riso con il cuore come lui avrebbe voluto.
E così è stato........

Zia Franca scrive:
eccomi qua. oggi giornata nera, gran mal di testa. sono riuscita a sollevarmi alle 12:30 ma mi sento ancora così così. forse ho esagerato ieri per cercare di fare tutto in tempo per rimettere la casa a post per i nuovi arrivi, scordandomi che invecchio (si, lo so, sembro giovanissima ma è così!!!). cosa dire del primo maggio? io non riesco a capire come mai un incontro per un occasione tristissima diventa invece fonte di tante belle risate e tanto affetto. ovunque mi giravo c'erano persone che si volevano bene, bellissimo da vedere e da sentire. è vero che stefano ci ha fisicamente lasciato, ma è riuscito ad unire ancora di più persone che forse per la lontananza il tempo avrebbe un po' allontanato e che in realtà lo sentono sempre vicino a loro. anto, è sempre molto bello rivederti e rivedere la tua famiglia. Marco è stata una sorpresa, mi sembra molto reattivo a tutte le persone intorno a lui, e spero vivamente di passare un po' di tempo anche con lui quest'estate per riuscire a conoscerlo meglio. decidi tu se vuoi mettere questo sul blog di stefano (io non ci riesco, con grande vergogna!!!). a prestissimo. zia franca


Grazie zia!


Marina scrive:

"1° maggio …… tanto temuto e ormai andato.  Una specie di count down, pensieri, ricordi, emozioni che ho cercato in tutti i modi di contenere, che ho temuto di non riuscire ad arginare, di controllare.
E invece ce l’ho fatta, almeno in quei giorni…. il 1° maggio è passato. E’ stata una bella giornata passata insieme tra parenti, amici, ragazze più o meno grandi e bambini. Testimoni di un passato, presente e futuro che riguarda la vita di Stefano, la sua essenza più profonda. Tutti insieme nel suo ricordo, nel modo in cui lui avrebbe preferito di più per stare insieme; un bicchiere di vino, cibo e allegria.
Ero sicura che sarebbe stata una bella giornata. Per ricordare le persone che non ci sono più, non servono le lacrime, ma la gioia di stare insieme, la gioia nel ricordarle, che non è affidata solo alle parole, ma, soprattutto, ai gesti. E sono sicura che tutti noi siamo riusciti in questo e sono anche sicura che lui quel giorno era con noi.
Sarà sempre con noi, basterà chiamarlo e lo potremo sentire nel nostro cuore.
Un abbraccio a tutti
Con amore
Marina"

lunedì 1 aprile 2013


India, sì all’anti cancro low cost. Novartis perde il ricorso sul brevetto


di Giovanna Trinchella - 
Sei anni di battaglia legale tra  il colosso farmaceutico Novartis e l’India, ma già come avvenuto con Roche e Bayer i supremi giudici si sono messi una mano sulla coscienza dando torto a “Big Pharma”. La Corte Suprema indiana ha respinto il ricorso dell’industria farmaceutica svizzera relativo al brevetto di un farmaco anti tumore. I giudici, secondo la tv Cnn Ibn – hanno stabilito che l’industria locale ha il diritto a produrre il medicinale Glivec come farmaco generico low cost per salvaguardare il diritto alla salute della popolazione. La sentenza arriva dopo anni di carte bollate e recriminazioni ingaggiata dal colosso elvetico per ottenere il rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale. Come motivazione la Corte Suprema ha argomentato che il Glivec “non è un prodotto innovativo” perché utilizza una molecola già nota e quindi non rientra nei criteri stabiliti per le “invenzioni”. Le associazioni indiane di difesa dei diritti umani esultano perché si tratta di una conferma dell’India come “farmacia dei poveri” mondiale.
Poco meno di un mese fa, il 5 marzo, l’India aveva respinto un altro ricorso; quello della società farmaceutica Bayer sempre contro una versione low cost di un farmaco anti cancro. L’industri tedesca si era rivolta alla Commissione di appello per la proprietà intellettuale (Ipab) per chiedere l’annullamento della decisione di cedere all’indiana Natco Pharma un brevetto per produrre a basso costo il Nexavar, usato per curare il tumore al fegato e ai reni. La Bayer vendeva il medicinale a circa 5.600 dollari per 120 compresse, ovvero la scorta per un mese, mentre il prezzo della versione generica indiana è di 175 dollari per la stessa dose. Un anno fa, il governo indiano aveva concesso il brevetto alla Natco Pharma con la motivazione che ”doveva essere alla portata della maggior parte dei malati”. Il 3 novembre del 2012 l’India aveva revocato il brevetto di un costoso medicinale anti epatite prodotto dalla svizzera Roche rompendo di fatto il monopolio detenuto dalla società. Anche in questo caso la Corte di appello indiana per i brevetti (Ipab) ha ritenuto il farmaco Pegasys, usato per curare l’epatite C, non ”un’invenzione’‘, tale quindi da essere protetta da un brevetto secondo il regime sulla tutela della proprietà intellettuale noto. La cura, che dura sei mesi costa oltre 8.700 dollari, una cifra enorme per larga parte dei malati cronici di epatite che sono in maggioranza tossicodipendenti. Il Pegasys è stato il primo farmaco brevettato in India dove oltre il 90% dei medicinali sono generici, ovvero ”copiati” da prodotti che sono frutto di anni di ricerca delle aziende occidentali. Si tratta di un annosa disputa ma che di recente, con la crisi economica globale, è diventata di primaria importanza per i rapporti tra l’India e le aziende occidentali.
Quello del paese asiatico è uno dei mercati più appetitosi al mondo con un giro d’affari stimato di 12 miliardi di dollari, ma anche con una legislazione in materia di proprietà intellettuale che si presta a molte interpretazioni, come si lamentano le case farmaceutiche. Contrastate da organizzazioni umanitarie come ”Medici Senza Frontiere” che si riforniscono dall’India per le loro campagne mondiali sulla sanità e anti Aids.


Tratto da: India, sì all’anti cancro low cost. Novartis perde il ricorso sul brevetto | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/04/01/india-si-allanti-cancro-low-cost-novartis-perde-il-ricorso-sul-brevetto/#ixzz2PFG7JtyB
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!