giovedì 17 maggio 2012

Io vado ...



Antonio Marchini scrive:


Ecco la foto a cui sono particolarmente legato...un uomo che va verso l’infinito...
A presto

Antonio

E Cordiner a ruota:


Ti giro questa foto, simbolica, secondo me molto bella, che Antonio ha fatto il giorno del mio rapimento (agosto 2005), mi piacerebbe se fosse pubblicata sul blog, un giorno o l'altro...
Verso l'infinito?
Verso il paradiso (così sembra...)?
Verso l'ignoto?
Verso il barbecue con le salsicce, subito lì dietro?
O stava solo andando a fare pipì?

Ad ognuno la risposta preferita...

A presto

Enrico

E Stefano ... ?

13 commenti:

  1. ...secondo me,verso il barbecue con le salsicce...(ovviamente).....

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  2. grazie Enrico...non ho parole...solo grazie
    anzi, (salsicce, salsicce, non ho dubbi. verso un ignoto infinito chiamato paradiso dove lo aspetta un barbecue con salsicce. aho! ma addostà er bagno?)
    R4Y

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  3. 25 marzo 2000 Norwich
    sto caricando la mia auto stracolma all'inverosimile di tutte le cose accumulate negli ultimi 3 anni...domani lascio l'Inghilterra e ritorno definitivamente in Italia. Pomeriggio...suona il telefono rispondo e una voce profonda dice "AOH Andò stai"...e io "A Stefano dove vuoi che sto, a Norwich hai chiamato al numero di casa" e lui "no no andò stai a Norwich non riesco a trovare la casa"...era venuto per farmi compagnia non poteva lasciare che mi facessi 2 giorni di viaggio da solo...
    e poi il viaggio...

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  4. ma certo le salsicce (quelle di cibona) ma con pipì prima e dopo

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  5. Norwich 26 marzo 2000
    Dopo una notte passata coperti dai nostri cappotti (tutte le lenzuola erano inscatolate) ci alziamo prestissimo. Devo ancora fare alcune cose a lavoro...entriamo in macchina e ci accorgiamo che era così stipata che non possiamo levare i giacconi e metterli da qualche parte, per cui ci limitiamo a sfilarceli a farci da copertina dei sedili.
    Stefano pazientemente mi aspetta in macchina mentre io faccio le mie ultime 4 ore di lavoro in Inghilterra...mentre lavoro lui vede nel parcheggio una pernice e me lo racconta come se fosse una cosa normale (lo era lì, non certo per chi viene dall'Italia). Arriviamo al traghetto di Harwich in anticipo...ci fermiamo a guardare e commentare la fauna umana...come sempre.
    Poi traghetto (un gigantesco catamarano con bisca compresa). Infine si sbarca in Olanda e via verso l'Italia....Non mi ricordo una parola di quanto ci siamo detti ma la sensazione di allegria sì...e infine si arriva alla tappa intermedia...Hidelberg

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  6. Stefano non si dimentica
    Un nipote acquisito. A 19 anni subito dopo aver superato gli esami di diploma, Stefano venne a passare le sue vacanza con gli zii Anna Claudia e Paolo e trovò anche me e mio marito, tutti ultra cinquantenni. Mai mostrò noia ma portò affetto e allegria
    ( segue )

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  7. (SEGUITO) Stefano non si dimentica.
    La Mattina in cui io e mio marito dovevamo partire molto presto npn lo svegliammo, ma proprio al momento della partenza lo vedemmo arrivare trafelato e sudato (aveva attraversato tutta l'isola) dicendo " non potevo non dare un bacio ai miei zietti"Zietta Adriana

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  8. Hidelberg...casa di Antonio...
    Lui aspettava solo me così decidemmo che fossi solo io a salire in casa e gli chiesi "aiutami a trovare un posto per parcheggiare"...Era buio io e Antonio vedevamo la macchina al buio..a quel punto Stefano che era rimasto in macchina si accese una sigaretta..Antonio vede la fiamma e sbianca.."c'è qualcuno in macchina!!!!!!!"...poi riconosce non so cosa, ma qualcosa di familiare e realizza...Gli abbracci e le risate susseguenti li conoscete...erano sempre all'ordine del giorno

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    1. Che sorpresa ragazzi!!! Se ci penso ancora mi commuovo dalla gioia. Bellissima serata. Uno dei giorni piu' belli dei miei 16 anni in Germania!

      Antonio

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  9. Nel leggere i commenti di tutti (che idea geniale quella Antonella!), mi ha preso una grande commozione: ho avuto la sensazione che Stefano non se n’è andato per sempre, solo momentaneamente e questi messaggi ne sono la riprova. Come ha detto qualcuno, è proprio vero che continuamente viviamo nel ricordo narrato: attraverso le testimonianze di ciascuno, possiamo conoscere aspetti “altri” di Stefano, come tanti tasselli di un puzzle. E non solo, questo crea un’energia circolare che passa attraverso sentimenti comuni. Ecco, io sono la zia alla quale Stefano ha raccontato la “bufala” che Marina descrive così bene e posso dire che, spavento a parte, mi sono divertita e ho conosciuto un aspetto inedito di Stefano, un attore consumato. Stefano era anche questo, un burlone, ma soprattutto una persona senza retorica e senza ipocrisia.
    A Pasqua sono stata a casa di Stefano, insieme ad Antonella, Sara e Spartaco e devo dire che ho passato giorni sereni, nonostante il clima palpabile di sofferenza; volevo solo esserci e rendermi utile. Tutta la famiglia mi ha accettato e mi ha trattato come una di loro. Stefano, poi, dopo la mia partenza, ha detto di me una cosa bellissima, per me un regalo prezioso, gliene sono grata immensamente.
    A mia volta ho il rimpianto di non aver fatto di più, di non essergli stata più vicina, di non essere riuscita a capirlo meglio; ma era difficile poterlo aiutare, non voleva assolutamente essere soccorso né compatito.
    A Marina voglio dire che tutti, forse, potevamo fare di più; il lutto poi di una persona cara va elaborato, ci vuole tempo soprattutto per i parenti più prossimi. E’ inutile recriminare, non serve a Stefano e neanche a noi stessi. Cerchiamo di essere positivi (è Antonella che ce lo chiede, e questo ci riscatta dalle mancanze passate), cerchiamo di stare bene con noi stessi e cogli altri, di essere “veri” e non barare con la vita perché ogni momento della nostra esistenza è prezioso.
    Caro Cerino, se viviamo bene la nostra vita terrena che Stefano non ha più, e la riempiremo di pace e di amore, saremo pronti ad accettare anche la morte; è difficile (tutte le conquiste sono faticose) ma ne vale la pena. E facciamo in modo che questa esperienza comune ci renda migliori.

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  10. Ho pochi ricordi di Zio Stefano..ma sono tutti molto vividi.
    Per definizione lo zio amico di papà insieme a Zio Michele, Zio Enrico e Zio Antonio.
    Sono piccola per poter scrivere e pensare grandi cose, ma da "diciottene" come mi chiama Zia Antonella mi piaceva l'idea di poter condivere anche il mio pensiero.
    Io non so se dall'altra parte c'è davvero qualcosa come di solito ce lo immaginiamo; nuvole, angioletti e canti sacri.Per me c'è di più.Qualcosa di diverso, che va ben l'oltre l'immagine sacra.Ed è quel "più" che mi rende serena..se davvero esiste quel più, Zio è lì.E' lì pur essendo qui con me, con papà, con Zia, Saretta e Marco..i legami che si sono creati qui sulla vita terrena non si possono spezzare.Finchè l'affetto che proviamo per lui rimarrà immutato, non ci staccheremo mai. "NON E' LA MORTE CHE SEPARA, MA SOLO LA MANCANZA D'AMORE"
    Un abbraccio a tutti
    Susi

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  11. Ma dove eravamo rimasti?
    Ad Hidelberg? E si ed è proprio nella piazza centrale che Antonio ci lascia a me Stefano la mattina seguente...perchè lui aveva da fare...
    Così facciamo quello che facevamo sempre io e lui.
    Ci sediamo a un tavolo...prendiamo una birra e guardiamo la gente camminare e da li si parte con un commento su una persona e poi si filosofeggia e si arriva a discutere di politica..e ovviamente non eravamo mai d'accordo...per fortuna

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  12. "Bella a Susì..." così avrebbe detto zio Stefano...sei in gamba, piccola. Ti vogliamo bene.
    Anto

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