martedì 5 giugno 2012


C’è una foto  a cui tengo molto; è una foto di vecchia data che ritrae mamma e Stefano. Fu scattata da papà in un pomeriggio di fine luglio del 1976 a Vulcano, più precisamente a Capogrillo, un punto molto panoramico da cui è possibile in giornate molto chiare, vedere tutte le isole Eolie stendersi ai propri piedi.
Mamma è seduta su un masso, in posa elegante come era suo modo, un raggio di sole la illumina in parte e  dietro di lei c’è Stefano, otto anni, che le tiene la mano che lei ha appoggiato sulla sua spalla. Insieme guardano l’orizzonte davanti loro. E’ una bellissima foto che ha il potere di farmi tornare indietro a quei tempi, di farmi sentire di nuovo quel calore che ora non sento più; parte della mia famiglia, della mia storia che ora non sono più con me, ma so comunque insieme.  Stefano e mamma, la nostra meravigliosa mamma, dolce, comprensiva ma ferma quando era necessario, sempre aperta al  dialogo anche (soprattutto) con noi figli, amica, la mia più cara amica. E’ stata per tutti e due una guida fantastica nell’accompagnarci alla vita. Stefano è la persona che tutti conoscete grazie a lei e alle cose che ci diceva.  
Nella compostezza e dignità che Stefano ha avuto nell’affrontare la sua malattia ho rivisto mamma. Anche lei, come lui si era esposta in prima persona; nessun intermediario tre lei e i medici, anche lei non voleva nessuna pietà  e compatimento dagli altri. Una grande compostezza e dignità fino all’ultimo. E’ stata lei che ci ha fatto sapere che la morte non è fine ma inizio, e probabilmente anche questo ha aiutato Stefano nel suo percorso.
Questo è il blog di Stefano ma mi è sembrato giusto dedicare due righe anche a chi l’ha messo al mondo, cresciuto e reso la persona che tutti voi avete conosciuto e amato.
E Stefano sono sicura, lo apprezzerà.
Voglio dirvi solo un’ultima cosa:
Non abbiate paura della morte e non piangete per chi non c’è più. La vera vita è dall’altra parte, una vita vera, piena e molto più consapevole di quella che stiamo vivendo. Chi è già andato, non s’è andato veramente; aprite il vostro cuore, la mente, e li potrete ancora sentire. Sono sempre accanto a voi, e sono felici, ricordatevelo. E un giorno saremo di nuovo insieme a chi ora non c’è più.
Un abbraccio a tutti

Marina e papà (che ha voluto che venisse pubblicata questa foto)



"Mamma, se tu piangi e ti disperi pensando che papà non è più con noi, lo tradisci..."
Sara Marcella Pirani

Infondo l'idea di continuare il blog, per onor del vero, è di Sara e della forza che ha ereditato da suo padre.
Antonella


3 commenti:

  1. Qualche tempo fa dissi a Sara che in questo momento è come un bocciolo che si sta schiudendo per diventare un bellissimo fiore.... E ora mi accorgo che non ci vuole ancora molto. La vera bellezza la sta già tirando fuori.. Grazie Anto, grazie a te e a Stefano per i vostri figli, per averli cresciuti così, grazie per esserci.
    un bacio
    M.

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  2. Rita ed io abbiamo letto il bellissimo post scritto da Marina. Molto commovente. Ci ha fatto ricordare Stefano da piccolo, quando ogni tanto ce lo portavamo al mare a Tarquinia. Era un bimbo curioso, fantasioso e originale. Crescendo, ha sviluppato uno spiccato senso dell'humor ed una viva intelligenza. Abitando noi a Bologna, ci dispiace non averlo potuto frequentare e conoscere di più.
    Ad Antonella, Sara, Pierluigi e Marina auguriamo di superare presto le inevitabili difficoltà per la perdita del caro Stefano.
    Un forte abbraccio da
    Rita e Mario
    Ciao

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  3. Grazie Stefano che mi hai permesso di entrare nella tua storia e nella tua anima...conservo e conservero' sempre un dolcissimo ricordo di Te e della tua meravigliosa famigliola.
    Leggendo il tuo blog e le manifestazioni d'affetto dei tanti che ti vogliono bene, ho la conferma di cio' che realmente SEI e che la malattia aveva invano tentato di oscurare.
    Ho accompagnato Stefano nel suo ultimo tratto del cammino terreno ma devo dirla tutta mi sono sentito io accompagnato da lui.
    grazie...grazie
    Stefano ha rafforzato in me la necessità di tentare di riformare una Medicina che ha perso l'anima e continua a trattare le persone come accumuli di organi piuttosto che Storie irripetibili ed uniche.
    Tommaso

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