C’è una foto a cui
tengo molto; è una foto di vecchia data che ritrae mamma e Stefano. Fu scattata
da papà in un pomeriggio di fine luglio del 1976 a Vulcano, più precisamente a
Capogrillo, un punto molto panoramico da cui è possibile in giornate molto chiare,
vedere tutte le isole Eolie stendersi ai propri piedi.
Mamma è seduta su un masso, in posa elegante come era suo
modo, un raggio di sole la illumina in parte e dietro di lei c’è Stefano, otto anni, che le
tiene la mano che lei ha appoggiato sulla sua spalla. Insieme guardano
l’orizzonte davanti loro. E’ una bellissima foto che ha il potere di farmi
tornare indietro a quei tempi, di farmi sentire di nuovo quel calore che ora
non sento più; parte della mia famiglia, della mia storia che ora non sono più
con me, ma so comunque insieme. Stefano
e mamma, la nostra meravigliosa mamma, dolce, comprensiva ma ferma quando era
necessario, sempre aperta al dialogo anche
(soprattutto) con noi figli, amica, la mia più cara amica. E’ stata per tutti e
due una guida fantastica nell’accompagnarci alla vita. Stefano è la persona che
tutti conoscete grazie a lei e alle cose che ci diceva.
Nella compostezza e dignità che Stefano ha avuto
nell’affrontare la sua malattia ho rivisto mamma. Anche lei, come lui si era esposta
in prima persona; nessun intermediario tre lei e i medici, anche lei non voleva
nessuna pietà e compatimento dagli
altri. Una grande compostezza e dignità fino all’ultimo. E’ stata lei che ci ha
fatto sapere che la morte non è fine ma inizio, e probabilmente anche questo ha
aiutato Stefano nel suo percorso.
Questo è il blog di Stefano ma mi è sembrato giusto dedicare
due righe anche a chi l’ha messo al mondo, cresciuto e reso la persona che
tutti voi avete conosciuto e amato.
E Stefano sono sicura, lo apprezzerà.
Voglio dirvi solo un’ultima cosa:
Non abbiate paura della morte e non piangete per chi non c’è
più. La vera vita è dall’altra parte, una vita vera, piena e molto più
consapevole di quella che stiamo vivendo. Chi è già andato, non s’è andato
veramente; aprite il vostro cuore, la mente, e li potrete ancora sentire. Sono
sempre accanto a voi, e sono felici, ricordatevelo. E un giorno saremo di nuovo
insieme a chi ora non c’è più.
Un abbraccio a tutti
Marina e papà (che ha voluto che venisse pubblicata questa foto)
"Mamma, se tu piangi e ti disperi pensando che papà non è più con noi, lo tradisci..."
Sara Marcella Pirani
Infondo l'idea di continuare il blog, per onor del vero, è di Sara e della forza che ha ereditato da suo padre.
Antonella
Qualche tempo fa dissi a Sara che in questo momento è come un bocciolo che si sta schiudendo per diventare un bellissimo fiore.... E ora mi accorgo che non ci vuole ancora molto. La vera bellezza la sta già tirando fuori.. Grazie Anto, grazie a te e a Stefano per i vostri figli, per averli cresciuti così, grazie per esserci.
RispondiEliminaun bacio
M.
Rita ed io abbiamo letto il bellissimo post scritto da Marina. Molto commovente. Ci ha fatto ricordare Stefano da piccolo, quando ogni tanto ce lo portavamo al mare a Tarquinia. Era un bimbo curioso, fantasioso e originale. Crescendo, ha sviluppato uno spiccato senso dell'humor ed una viva intelligenza. Abitando noi a Bologna, ci dispiace non averlo potuto frequentare e conoscere di più.
RispondiEliminaAd Antonella, Sara, Pierluigi e Marina auguriamo di superare presto le inevitabili difficoltà per la perdita del caro Stefano.
Un forte abbraccio da
Rita e Mario
Ciao
Grazie Stefano che mi hai permesso di entrare nella tua storia e nella tua anima...conservo e conservero' sempre un dolcissimo ricordo di Te e della tua meravigliosa famigliola.
RispondiEliminaLeggendo il tuo blog e le manifestazioni d'affetto dei tanti che ti vogliono bene, ho la conferma di cio' che realmente SEI e che la malattia aveva invano tentato di oscurare.
Ho accompagnato Stefano nel suo ultimo tratto del cammino terreno ma devo dirla tutta mi sono sentito io accompagnato da lui.
grazie...grazie
Stefano ha rafforzato in me la necessità di tentare di riformare una Medicina che ha perso l'anima e continua a trattare le persone come accumuli di organi piuttosto che Storie irripetibili ed uniche.
Tommaso