martedì 20 novembre 2012

Era una serata fresca di bosco...

Era una serata fresca di bosco.

Affacciata alla veranda della casa di Cibona parlavo e ridevo del mio futuro, con i miei più cari amici: Ferdi, Sere, Giò e Anto Dip.

Ad un tratto si udì provenire da laggiù, infondo alla discesa dove il cancello si chiude (o meglio si chiudeva...), il suono di una chitarra e poi, a breve ... la voce di Stefano che cantava una serenata........per me: "Nina si voi dormite..." un Classico della canzone popolare romanesca, vincitrice del concorso canoro di San Giovanni, nel 1901...nel suo stile da "uomo delle sorprese", ... dalla imperdonabile quanto disarmante tracotanza da romano, imprescindibile pennellata del suo caractère.
 
Li vidi avanzare a passo lento, a ritmo di questa dolce melodia.

Una situazione al limite tra il "buffo" ed il "romantico", tra l"impacciato" e l'"innamorato",.... Stefano era lì che cantava ed il Pelletti lo seguiva a ruota, con la chitarra.

Scena da film...ed invece era la mia vita!
Spesso nella mia vita con Stefano ho avuto la sensazione di vivere scene da film...ma il bello è che l'ho sempre seguito a ruota...non sono mai riuscita a pormi il problema della stravaganza di certe situazioni.

Stefano era un condensato di: "CHI MI AMA MI SEGUA.........A NUOTO!!!!!" (citazione di Lupo Alberto)

Tutti gli abitanti di Cibona si diressero fuori per capire da chi e da dove provenisse la musica. Marcella fu sorpresa e contentissima nello scoprire questo lato così profondamente sentimentale e al contempo inaspettato di suo figlio; ricordo ancora l'espressione di orgoglio materno sul suo volto, quella sera e tutti i giorni che seguirono. Marcella era proprio contenta!

Fatto sta che a quel punto, il cuore mi salì in gola e, colta da un indescrivibile attacco di vergogna (della serie: cosa x...ci faccio qui????) e timidezza ed emozione al contempo, corsi a nascondermi in casa, dietro una tenda ... che scema!!!

Da allora mi resi invisibile... non potevo vederlo, ma potevo ascoltarlo e lo ascoltai fino all'ultima nota, fino all'ultimo suono, fino all'ultimo fiato...con tutto l'amore che avevo in corpo. Di nascosto...

Non trovandomi se ne ritornò a Civitavecchia, a casa di nonno Fabrizio, a dormire...lui.

Io non so di preciso cosa stessi provando in quel momento, non so se  rabbia, preoccupazione, euforia, stanchezza, shock, scetticismo... felicità...felicità? Ero felice.

Mi trovò Ferdi: "Puddu...che ci fai qui?" - mi disse -"...che scema!"...e aveva ragione, ero proprio scema....ma io sono scema e Stefano questo lo sa...

Così, io e la mia band di 'forestali' passammo la notte a girovagare prima per bar, poi per boschi ed infine a passeggiare sulla spiaggia di Civitevecchia, fino all'alba.

Rientrammo alle 5.00 del mattino e alle 6.30 avevo già le palpebre serrate ed il mio sonno era finito.



Alle ore 11.00 Stefano prendeva la mia mano per inziare il nostro cammino insieme...


 LA SERENATA DI STEFANO PER ME

"Nina si voi dormite..."

Nde 'sta serata piena de dorcezza
Pare che nun esisteno dolori.
Un venticello come 'na carezza
Smove le piante e fa' bacià li fiori.
 

Nina, si voi dormite,
Sognate che ve bacio,
Ch'io v'addorcisco er sogno
Cantanno adacio, adacio.
L'olezzo de li fiori che se confonne,
Cor canto mio se sperde fra le fronne.

Chissà che ber sorriso appassionato,
State facenno mo' ch'ariposate.
Chissà, luccica mia, che v'insognate?
Forse, che canta che v'ha innamorato.

Nina, si voi dormite,
Sognate che ve bacio,
Ch'io v'addorcisco er sogno
Cantanno adacio, adacio.
L'odore de li fiori che se confonne,
Cor canto mio se sperde fra le fronne.

Però, si co' 'sto canto, io v'ho svejato,
M'aricommanno che me perdonate.
L'amore nun se frena, o Nina, amate,
Che a fa' l'amore, no, nun è peccato.

Nina, si voi dormite,
Sognate che ve bacio,
Ch'io v'addorcisco er sogno
Cantanno adacio, adacio.
L'olezzo de li fiori che se confonne,
Cor canto mio se sperde fra le fronne.





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