martedì 20 novembre 2012

Memorie di altri tempi

di Marina Pirani



Stefano…..
Non è facile fermare con quattro parole il ricordo che ho di lui. Stefano è Stefano, allegro, “caciarone”, simpatico, amico sincero, generoso e con un cuore grande quanto il mondo, “leggero” ma profondo, attento a tutto quello che gli girava intorno. Non gli sfuggiva nulla….. quando era piccolo, dovevamo stare attenti a parlare davanti a lui; apparentemente stava immerso nei suoi pensieri e invece era lì che ascoltava tutto ed elaborava quello che vedeva e sentiva a suo modo….. e molto spesso tutto questo finiva nei suoi temi a scuola!!!  La fantasia di Stefano ha dato vita a temi che letti ancora oggi hanno il potere di far morire dalle risate….”camminando per le vie delle boscaglie, vidi un piccolo e semplice scoiattolo che lì per lì scambiai per una vipera……” il resto non lo ricordo più tanto bene, ma era una specie di visione degna di un “trip” da cocaina tagliata male!!! Ma lui era così, quello che gli passava per la testa diceva.
I miei ricordi di Stefano sono per lo più quelli della nostra infanzia, di un periodo bello e sereno, in cui io e lui eravamo fratello e sorella, un rapporto normalissimo in cui ogni tanto si litigava e poi ci si abbracciava.  Ci volevamo bene e tanto!!!!
Forse sarà perché si sta avvicinando Natale ma in questi giorni mi torna sempre in mente il ricordo di Natale a casa nostra. Era un momento familiare molto sentito; con mamma si andava in soffitta a prendere gli scatoloni che contenevano tutte le decorazioni natalizie…. la maggior parte venivano da casa di mamma, e noi, figli della plastica, addobbavamo l’albero, rigorosamente vero, con le decorazioni natalizie di vetro. Non erano semplici palle, no, c’era un fungo, un uccellino, un cestino pieno di pannocchie e poi le lucine!! Una lunga “collana” fatta di casette, campanili….. queste erano le decorazioni di nonno Umberto, papà di mamma,  il nonno che non abbiamo mai conosciuto, ma che soprattutto in questo periodo dell’anno mamma e nonna Tina non mancavano mai di raccontarcelo; e così come per magia, eravamo tutti lì, nonna seduta sulla sua poltrona a dirigere i lavori, mamma e noi bambini seduti per terra in mezzo a palline di ogni forma e di ogni colore e anche se non lo vedevamo c’era lui, questo nonno mai conosciuto ma sempre molto amato.
Dopo aver fatto l’albero e decorato casa, arrivava il momento che noi bambini aspettavamo di più…. la letterina a Babbo Natale; e non la dovevamo fare solo noi due, ma tutta la famiglia. Inutile dire che quella in cui venivano chiesti più giocattoli era quella di papà….. l’arco con le frecce, il trenino, l’aeroplanino …… ma questa è un’altra storia.
 Stefano in questo periodo dell’anno impazziva, le lucine sull’albero, l’attesa di Babbo Natale, i regali da scartare, la sorpresa che contenevano, tutto lo rendeva elettrico. Arrivava il 24 e tenerlo lontano dai regali fino al giorno dopo diventava sempre più difficile. Persino quando diventò più grande e Babbo Natale si tolse la maschera, Stefano rimase sempre lo stesso bambino di qualche anno prima…. anzi più incontenibile!!! Mi ricordo ancora mamma e papà che dovevano entrare di nascosto con i regali che una volta portati dentro casa finivano sopra il loro armadio… Stefano allora non era così alto e sembrava il posto più sicuro dove nasconderli; ma bastava un attimo di distrazione e lo trovavi in piedi sopra il lettone, o su una sedia per sbirciare tra i vari pacchi, osservare la carta e da quella cercare di capire cosa nascondesse, infilare un dito tra le pieghe di una busta o della carta per toccare la scatola. E quando finalmente arrivava il momento di scartare, era lui che prendeva ogni pacco, lo scuoteva, pesava e lo consegnava a chi era destinato, lui, sorridente, caciarone con quella sua risata “rumorosa” che manca tanto a tutti quelli che lo hanno conosciuto.
Ecco Antonella, questo è uno dei ricordi che mi sono venuti in mente, ce ne sono altri, ma forse, visto il periodo natalizio che si sta avvicinando e visto anche il progetto che riguarda Marco, mi sembrava il più appropriato. Io al contrario di tutti gli altri, posso parlare solo di Stefano bambino, ma se non altro per i vostri figli rappresento una memoria familiare che altrimenti rischierebbero di perdere completamente.
La nostra famiglia, con i suoi alti e bassi, con le sue contraddizioni, è stata una bella famiglia. Abbiamo potuto godere di un breve periodo di serenità, ma quel periodo è stato bellissimo, intenso, e al centro c’era lei, mamma, che si muoveva tra di noi, con grazia, con un passo quasi di danza, che ci teneva per mano e ci preparava alla vita. Anche quando le cose sono cambiate non ha mai perso di vista la sua famiglia e i suoi figli, ma anche questa è un’altra storia……
Un bacio
Marina
 

2 commenti:

  1. E ti dirò di più, persino quando il cancro lo stava consumando, non ha mai perso l'entusiasmo legato al Natale. L'ultimo della sua vita terrena ci "intimò" di montare e addobbare l'albero con mille luci colorate, comprese quelle di Nonno Umberto debitamente restaurate...guarda in quella foto lassù c'è lui...distrutto, dolorante, calvo per la chemio ... a creare i contatti per accendere le luci del suo ultimo Natale

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  2. Stefano come mamma, con lo stesso coraggio e la stessa determinazione..... e il Natale quando arriva, arriva, si fa l'albero e si mettono le lucine. La tradizione, la storia continua.
    E anche quest'anno saranno con noi!

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