martedì 13 novembre 2012

“Minuscoli esploratori di spazi inconsueti”

di Enrico Cordiner

PRIMO PENSIERO

Un pensiero, un ricordo di Stefano…
Direi che ho solo l’imbarazzo… della scelta, per cui, faccio ruotare le mani, uno, due, tre, quattro, cinque, STOP! Il primo che mi viene in mente: eccolo!


Io e lui sulla mia vecchia Panda bianca (o forse era addirittura la 126 beige) a girovagare nelle bellissime campagne dei Monti della Tolfa in cerca di rapaci, io alla guida, lui navigatore, tutti e due con il naso all’insù, e all’improvviso lui che urlava (sai che novità) “RAPACE!!!” con il dito puntato verso il cielo. Si fermava la macchina, si scendeva insieme e si guardava un po’ io un po’ lui con l’unico binocolo a disposizione. Gli ho insegnato io a riconoscerli ma dopo un po’ era diventato bravo quanto me.

Stefano amava la natura, moltissimo, il suo essere “selvaggio” era spinto molto più avanti del consueto, si trovava sempre a suo agio tra i boschi o nel mare, su un prato o su una rupe, con grande naturalezza. Lo considero uno dei suoi grandi pregi, era qualcosa che ci ha sempre unito tantissimo.

“Minuscoli esploratori di spazi inconsueti” – questo è il mio pensiero; e questo, ti assicuro, è uno dei ricordi che ho più cari di lui.


2 commenti: