vi faccio una proposta: vi invito a fermarvi solo un attimo...sedetevi o appoggiatevi da qualche parte e pensate a Stefano.
Scrivete un pensiero di poche parole su di lui...
A cosa servirà?
Devo darlo alla maestra Giulia, la maestra di Marco che sta portando avanti un progetto molto importante: aiutarci a costruire un bel ricordo di papà Stefano.
Volete contribuire?
Per il prossimo Natale vorremmo già avere in mano i mezzi adatti per "disegnare" un bel ricordo...
Vi aiuterò a pubblicarli sul blog. Se non riuscite a scrivere mandateli al mio mail....
Ciao Anto
ciao,
RispondiEliminaper prima coisa un bacio e poi qualche notizia. siamo appena tornati dalla francia dove tutto è andato benissimo tranne il fatto che è proprio dovuto capitare nello stesso periodo del vostro arrivo. ancora mi rode!!!!! so che avete fatto le castagne, un gruppo dentro ed un gruppo fuori "perchè stefano sarebbe stato fuori, quindi....." anche loro. questo è stato un pensiero molto bello e mi ha proprio commosso. me li sono immaginati li sulla terrazza, un po' al freddo, ma vicino a stefano. tu vorresti una frase su stefano. non è facile, devo ammettere. credo che per noi di "cibona" che lo abbiamo visto crescere, ma non conoscerlo nel profondo come ovviamente te, ma anche i suoi più stretti amici, stefano abbia rappresentato "la rivoluzione rumorosa". io così me lo ricordo. battagliero, urlante, ed affettuoso. ma devo dirti che parlare di lui mi commuove ancora moltissimo, mi da un senso di vuoto, ma nello stesso tempo contenta di averlo avuto nella mia famiglia. quando ci rivediamo, specialmente a cibona che è per tutti noi un punto di incontro di affetti. un bacione a tutti e tre. zia franca
grazie
RispondiEliminaPRIMO PENSIERO
RispondiEliminaUn pensiero, un ricordo di Stefano…
Direi che ho solo l’imbarazzo… della scelta, per cui, faccio ruotare le mani, uno, due, tre, quattro, cinque, STOP! Il primo che mi viene in mente: eccolo!
Io e lui sulla mia vecchia Panda bianca (o forse era addirittura la 126 beige) a girovagare nelle bellissime campagne dei Monti della Tolfa in cerca di rapaci, io alla guida, lui navigatore, tutti e due con il naso all’insù, e all’improvviso lui che urlava (sai che novità) “RAPACE!!!” con il dito puntato verso il cielo. Si fermava la macchina, si scendeva insieme e si guardava un po’ io un po’ lui con l’unico binocolo a disposizione. Gli ho insegnato io a riconoscerli ma dopo un po’ era diventato bravo quanto me.
Stefano amava la natura, moltissimo, il suo essere “selvaggio” era spinto molto più avanti del consueto, si trovava sempre a suo agio tra i boschi o nel mare, su un prato o su una rupe, con grande naturalezza. Lo considero uno dei suoi grandi pregi, era qualcosa che ci ha sempre unito tantissimo.
“Minuscoli esploratori di spazi inconsueti” – questo è il mio pensiero; e questo, ti assicuro, è uno dei ricordi che ho più cari di lui.
Di ricordi ce ne sono tanti, in questi giorni da quando ho letto il tuo messaggio mi è piaciuto rivivere quei momenti e forse anche per questo ho aspettato a rispondere .
RispondiEliminaTra i tanti mi piace ricordare io e Stefano di notte sulla sua Fiesta sgangherata diretti a Tolfa.
Lì Ti ha cantato la serenata.
Il giorno dopo Vi siete sposati.
Ecco chi era Stefano.
Poteva apparire coriaceo, dai modi duri e scontrosi, ma aveva un cuore immenso era un tenerone dolce e affettuoso. Inimitabile, in tutto.
Per tutti sono sempre stato Roscio, per Stefano ero Redde.
Stefano era così fuori dal branco, forse una canzone può sintetizzare quello che penso di lui “Vado al massimo”.
In tutta la sua vita mai ha arretrato ha sempre vissuto al massimo
Anche dopo avere scoperto di essere malato non ha ceduto ma ha tirato dritto .
Di lui ho apprezzato e ammirato il suo coraggio, sapevo che era un uomo forte, ma francamente quello che ha fatto dopo avere saputo della malattia è veramente eccezionale.
Ciao Stefano! Grazie Antonella !